Scopri come le cataste di legno si trasformano in opere d’arte

Gita a Mezzano di Primiero, il paese delle cataste artistiche, ma anche degli orti-giardino da primato e dell’arte diffusa. Qui, tra fontanili e sottoscala, stradine e fienili, cresce la bellezza che nasce dal rapporto quotidiano tra uomo e natura.

La natura ci sorprende ogni giorno con l’armonia geometrica delle sue forme. A volte l’uomo riesce a cogliere questa ispirazione e a trasformarla in arte, utilizzando con creatività ciò che lo circonda. E allora ecco che un paese di appena 1.600 abitanti come Mezzano di Primiero, in Trentino – annoverato dal 2010 nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia – può diventare meta di turisti e visitatori attirati dal “Log pilling”. Trattasi dell’arte di accatastare legna non solo nel modo più funzionale e salva-spazio, come sempre si è fatto, ma anche creando forme esteticamente affascinanti. Il legno, materiale spesso utilizzato per creare oggetti, opere d’arte artigianali e giocattoli, diventa così il tassello di un mosaico tridimensionale.

E così, nel centro storico, negli anditi e nei poggioli delle case, tra vicoli, cortili, sottoscala e ballatoi, dove ci si aspetterebbe di trovare un’ordinata catasta, si scoprono volti umani, oggetti, elementi della natura o forme astratte. In dialetto primierotto si chiamano “canzèi”, simbolo della parsimoniosa vita rurale. Non a caso il titolo della mostra permanente che le riunisce è proprio “Cataste&Canzèi”. Gli autori delle opere – attualmente sono 32 – sono artisti locali e non, classi di studenti, associazioni. Un giro in centro diventa una sorta di caccia al tesoro con sorprese a ogni angolo. Per non parlare delle altre forme d’arte sparse nello spazio: 20 pitture murarie e 100 iscrizioni, segnalate da un itinerario, raccontano la vita del borgo.

Mezzano di Primiero, sotto le Pale di San Martino, è anche noto come “il paese degli orti-giardino”. Da sempre qui, dove le montagne si elevano alte all’orizzonte, vige una regola fondamentale: bisogna garantire ai giardini la maggior quantità di luce solare possibile. E così a monte di ogni abitazione c’è un orto traboccante di piante e di fiori: in tutto 400, uno ogni 4 persone, una sorta di primato. Sono censiti e raccontati su appositi totem segnaletici, in quanto monumenti viventi, e ospitano spesso visite guidate e serate a tema. E fuori dal paese tre sentieri di mezza quota segnalati portano ad altri itinerari tra masi, tabià e malghe.

Non male come proposta weekend all’insegna del benessere, dell’arte e della natura, che ne pensi?

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