Qualità dell’aria indoor: l’esperto risponde

Abbiamo chiesto all’architetto Leopoldo Busa – tra i massimi esperti in tema di salubrità degli ambienti interni, prevenzione ambientale e studio delle malattie legate all’inquinamento dei luoghi di vita e lavoro – di aiutarci a comprendere il valore della Qualità dell’Aria Indoor: cosa si intende di preciso quando se ne parla, qual è l’impatto sulla salute, come migliorarla, i sintomi e le cure per un edificio “malato” e qualche buon consiglio.

Progettista e consulente energetico, Leopoldo Busa si laurea in Architettura allo IUAV di Venezia nel 2002, apre il proprio studio a Padova nel 2005 e nel 2010 consegue il Master di II Livello “CasaClima” presso la Libera Università di Bolzano. Nel 2013 fonda Bio-Safe, ditta individuale con la quale si occupa di consulenze e servizi sulla Qualità dell’Aria Interna, la salubrità ambientale e le riqualificazioni indoor in presenza di patologie dell’ambiente abitato.

Architetto Busa, fortunatamente si parla sempre più spesso di Qualità dell’Aria Indoor: ci spiega cosa si intende di preciso e qual è il suo impatto sul benessere quotidiano?

Il termine “Qualità dell’Aria Indoor” identifica le caratteristiche di un importantissimo parametro ambientale costituito da diversi fattori non esclusivamente termo-igrometrici. Si tratta di un indice di valutazione degli ambienti chiusi che soppesa i livelli di temperatura e umidità, la presenza di muffe aerodisperse, la proliferazione di colonie fungine sulle superfici dell’involucro, la concentrazione degli inquinanti chimici (VOC, dall’acronimo inglese di Volatile Organic Compounds), la presenza di gas radon o di polveri sottili. La “Qualità dell’Aria Indoor” è influenzata da tantissime fonti inquinanti che comprendono l’edificio (con tutti i materiali in esso contenuti e/o di cui è costituito), gli arredi (soprattutto le moquette e i mobili a base di legno incollato), i prodotti aggressivi per la pulizia della casa e tutto ciò che “emettono” le nostre cattive abitudini (fumo di sigaretta, profumi, candele e incensi). L’inquinamento che rileviamo all’interno delle abitazioni arriva a essere fino a 5 volte quello registrato all’esterno. Se pensiamo a quanto tossiche sono le nostre città, possiamo provare a immaginare cosa succede all’interno dei luoghi chiusi, dove passiamo oltre il 90% del tempo (casa, scuola, palestra, ufficio, automobile, ecc.). L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sostiene che la scarsa qualità dell’aria in ambienti chiusi, in tutto il mondo, è responsabile della morte di circa 4 milioni di persone all’anno.

Quali sono i sintomi di un edificio “malato”?

Senza arrivare ad analizzare le estreme conseguenze di un ambiente inquinato, possiamo affermare che la scarsa qualità dell’aria di un luogo chiuso, nel breve periodo, può provocare negli occupanti una serie di sintomatologie legate alla cosiddetta “Sindrome dell’Edificio Malato”: cefalea, irritazione di occhi, naso e gola, tosse secca, pelle disidratata, vertigini o nausea, difficoltà di concentrazione. Normalmente l’allontanamento da questi luoghi riporta le persone a uno stato di benessere mentre un’esposizione prolungata, anche a piccolissime dosi inquinanti, può portare all’insorgenza di gravi patologie cronico-degenerative.

Quali le soluzioni affrontabili in edifici già esistenti?

Gli edifici esistenti normalmente si attestano su basse prestazioni energetiche e sono costituiti da alte permeabilità all’aria causate soprattutto dai famigerati “spifferi” dei serramenti. In costruzioni di questo tipo, dove l’areazione naturale è spesso sovrabbondante, riusciamo a registrare basse concentrazioni inquinanti. L’efficienza energetica di un edificio, paradossalmente, può essere inversamente proporzionale alla qualità dell’aria al suo interno. La questione ovviamente non può essere ridotta a un postulato così grossolano ma, in linea di massima e salvo alcune situazioni particolari, l’affermazione può essere confermata. Il contesto edilizio degli anni Settanta e Ottanta nasconde tuttavia un’insidia che dev’assolutamente essere presa in considerazione: in questo periodo non c’era nessuna attenzione alla qualità chimica dei materiali utilizzati. Spesso questi ultimi riescono ancora oggi a emettere molte sostanze nocive che contengono al proprio interno. Negli edifici esistenti è quindi molto importante inserire, in concomitanza per esempio con la sostituzione dei vecchi infissi, un sistema di ventilazione meccanica controllata che supplisca alla drastica diminuzione di permeabilità all’aria dovuta appunto al cambio dei serramenti.

Come procedere, nelle realizzazioni ex novo?

A patto che si cominci a intervenire sull’argomento fin dalla primissima fase progettuale, qui tutto diventa più semplice: in commercio esistono ormai parecchi materiali certificati come “basso emissivi” che sono in grado di tutelare la nostra permanenza all’interno degli spazi con cui vengono costruiti. Tali materiali possono essere consigliati e installati secondo precisi protocolli che considerino la qualità dell’aria finale come parametro di progettazione. Alla base di un nuovo edificio che presupponga alti livelli di comfort indoor dev’esserci poi il giusto dimensionamento degli impianti di ventilazione e purificazione attiva dell’aria. É infine importante che lo sforzo progettuale eseguito dal progettista venga premiato dalla certificazione ufficiale di salubrità ambientale che viene rilasciata alla fine del processo edilizio.

Quali le buone pratiche per ricercare la Qualità dell’Aria Indoor?

Ci sono una serie di buone abitudini che tendenzialmente comportano un miglioramento della qualità dell’aria interna. Ecco un breve elenco:

  • la prima cosa da fare è senza dubbio arieggiare spesso i locali, anche d’inverno: è sufficiente aprire le finestre per pochi minuti ogni due ore per scongiurare un eccessivo accumulo di CO2 o di altre sostanze ben più pericolose. L’apertura frequente dei serramenti abbassa drasticamente anche il rischio di proliferazioni fungine sulle pareti interne
  • abbassare anche di un solo grado il termostato ambiente delle nostre case per ridurre fortemente le emissioni nocive prodotte dai materiali edili e/o dagli arredi: la presenza di inquinanti volatili all’interno delle abitazioni è strettamente connessa alle temperature di esercizio degli ambienti stessi
  • affidare una quota di purificazione dell’aria interna alle piante da appartamento che, se mantenute in salute, possono contribuire alla salubrità ambientale di abitazioni e uffici
  • pensare a una ritinteggiatura delle pareti interne con vernici “attive”, ovvero capaci di assorbire molte sostanze nocive dall’ambiente trattato. Questi prodotti sono ormai diffusi e distribuiti capillarmente in tutta Italia e utilizzano diverse tecnologie che risultano particolarmente efficaci nell’abbattere l’inquinamento domestico.

A chi affidarsi per ottenere risultati ottimali?

Muoversi all’interno di una tematica così complessa come quella dell’Indoor Air Quality non è cosa da tutti: diventa assolutamente necessario affidarsi a un’azienda in grado di compiere una diagnosi completa della situazione, inquadrare con precisione le possibili fonti inquinati, valutare la pericolosità dei composti rilevati e infine eseguire un progetto mirato di bonifica ambientale. Esistono già sul mercato apparecchi elettronici per la misurazione “fai da te” degli inquinanti di casa; questi rilevatori però rischiano di restituirci una lettura fuorviante e necessitano comunque di un supporto tecnico capace di interpretarne i dati. Il consiglio che possiamo dare è quello di affidare le analisi della propria abitazione a una struttura riconosciuta che esegua misurazioni in differita, ovvero che prelevi sul campo una serie di campioni destinati a essere successivamente analizzati in laboratori ufficiali. In questo modo possiamo ricevere un report d’analisi con valenza legale capace di fotografare in maniera esaustiva la realtà e di essere utilizzato per impostare una mirata azione di bonifica.

L’architetto Busa, attraverso Bio-Safe, si occupa di:

  • analisi sul campo degli inquinanti aerodispersi e delle dinamiche di causa-effetto che gli stessi provocano sull’organismo umano
  • certificazione di salubrità ambientale in collaborazione con i principali laboratori d’analisi italiani ed esteri, analisi sull’emissività chimica dei materiali da costruzione e della loro classificazione in base allo studio dei relativi tracciati gas-cromatografici
  • consulenza nelle riqualificazioni ambientali indoor in presenza di patologie ambientali
  • ricerca sui profili tossicologici dei composti volatili e sulla definizione di idonei protocolli per la loro catalogazione a fini pratici
  • divulgazione della materia legata alla Qualità dell’Aria Interna attraverso docenze specifiche (LUB, IUAV), seminari, conferenze (Edilportale Tour 2014-16) e corsi (CasaClima, ClimAbita, ARCALegno, Zephir, ANCE).
Condividi su:

Lascia un commento