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FLOWER POWER NEL GIARDINO SEGRETO DI TAGE

I nostri consigli di viaggio di oggi ci trasportano a tu per tu con uno dei flower designer più celebrati d’Europa, un pioniere che è diventato un modello di riferimento a livello mondiale.

È Tage Andersen, che negli ultimi anni ha realizzato nel sud della Svezia, a Gunillaberg, un giardino delle meraviglie che, senza esitazioni, vi consigliamo di scoprire (quest’anno sarà visitabile fino al 18 settembre).

A Copenaghen l’artista possiede un proprio negozio, un piccolo mondo di fama internazionale, tanto che per entrare si paga addirittura il biglietto. Ma è a Gunillaberg che Andersen è riuscito a dare libero sfogo alla propria creatività.

Oltre l’ingresso, superato il vecchio maniero della tenuta, datato 17esimo secolo, si accende un sogno in technicolor, frutto del lavoro e della passione di questo artista giardiniere. Da buon flower designer, Andersen ha preso in prestito la tavolozza dei pittori impressionisti e creato composizioni creative ed equilibrate.

 Una visione che fa bene agli occhi, alla mente, all’umore. In fondo c’è chi parla con le piante per farle crescere bene, chi abbraccia gli alberi per sentire scorrere la loro energia e chi si “ricarica” con i fiori, poesie botaniche colorate. Il “green power” è questo: è il senso di benessere che ci regala la natura, composto di vitalità, positività e di un legame costante con le nostre radici.

Buon viaggio!

www.tage-andersen.com 

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AL CINEMA DOPO IL NOIR E IL GIALLO È L’ORA DEL VERDE

IN TRENTINO DA MAGGIO È ATTIVO IL DISCIPLINARE T-GREEN FILM, L’UNICO FILM FUND REGIONALE CHE CERTIFICA E PREMIA LA SOSTENIBILITÀ DELLE PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE

La regione trentina è un vero e proprio set naturale all’aria aperta: vette suggestive, vallate, castelli, borghi, villaggi e panorami mozzafiato negli anni hanno conquistato il cuore (e la macchina da presa) di registi e produttori, che non a caso hanno deciso di far vivere qui film e serie televisive.

Iniziative di grande importanza anche per la valorizzazione del patrimonio ambientale del territorio: ecco perché, in occasione della 100esima produzione sostenuta dalla sua apertura nel 2011, a maggio, la Trentino Film Commission ha lanciato un nuovo strumento per promuovere la sostenibilità ambientale nel cinema. Si tratta del disciplinare T-GREEN FILM, che guida a un approccio sostenibile sul piano ambientale ed economico in ogni singola fase di lavorazione. Qualche esempio? Il documento contiene indicazioni per evitare sprechi energetici e ottimizzare l’impiego dei mezzi di trasporto, gestire correttamente materiali, ristorazione e molto altro.

Spetterà a un ente esterno, l’APPA di Trento (Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente) la verifica del rispetto del disciplinare: le produzioni virtuose potranno fregiarsi della certificazione e anche essere premiate con un contributo economico.

Una menzione di merito va alla prima adesione, quella di Resina, il nuovo film di Renzo Carbonera, prodotto da OneArt e girato a Luserna e altre zone del Trentino, una storia che va alla scoperta dello straordinario patrimonio dei cori di montagna.

Produttori, attori e anche noi, comuni spettatori, abituati al noir e al giallo, avremo finalmente l’onore di aggiungere alla tavolozza cinematografica un altro colore: il verde.

www.trentinofilmcommission.it

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RICETTE DI BENESSERE

Pochi dubbi in merito: a stare bene c’è più gusto. E siccome gran parte del nostro stare bene inizia dalla tavola, dalla qualità del cibo che scegliamo di mangiare, ogni mese lo chef Pietro Pellegrin, del Ristorante La Stua de Zach ci aprirà le pagine del suo ricettario per offrirci qualche golosa ispirazione di benessere.

L’INGREDIENTE DEL MESE

Andiamo alla scoperta delle proprietà di una poco valorizzata crucifera: il cavolo cappuccio viola, protagonista della nostra ricetta agostana. Il cavolo è una delle verdure più nutrienti e salutari al mondo, perfetto per mantenersi in salute, per via della ricchezza e varietà delle sua proprietà benefiche.

Ecco le principali.

  • È un antinfiammatorio naturale
  • È ricco di fibre
  • È ricco di omega 3 e omega 6
  • È ricco di calcio
  • È un antiossidante naturale, perfetto per combattere i radicali liberi. La vitamina A e vitamina C, ma anche i carotenoidi e flavonoidi, presenti in grandi quantità, contribuiscono infatti alla prevenzione dei malanni e dell’invecchiamento precoce.

IL PIATTO DI AGOSTO

Ravioli al cappuccio viola ripieni allo speck e ricotta di malga

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Ingredienti per la pasta:
300 gr di farina 0
100 gr di farina di farro
4 tuorli
200 gr di cappuccio viola
5 gr di olio d’oliva


Frullare il cappuccio e passarlo al setaccio, unire quindi i tuorli e l’olio e impastare aggiungendo la farina poco a poco. Lasciare riposare per qualche ora.

Ingredienti per il ripieno:
260 gr di ricotta
40 gr di Trentingrana
150 gr di speck
erba cipollina qb
sale e pepe

Tagliare finemente lo speck e rosolarlo in padella, lasciarlo raffreddare.
Insaporire la ricotta con Trentingrana, erba cipollina, sale, pepe  e unirla allo speck.

Stendere finemente e coppare la pasta; farcire i ravioli con il ripieno e chiuderli con attenzione schiacciando bene i bordi.
Lessare i ravioli in acqua bollente salata per 8/10 minuti. Servire con burro, speck rosolato e Trentingrana a scaglie.

Buon appetito!

Chef Pietro Pellegrin

Chef Pietro Pellegrin, Ristorante La Stua de Zach

Dicono di lui che abbia una innata capacità di esaltare il valore dell’essenzialità dei prodotti attraverso un percorso “sensoriale” di gusto e olfatto. Nella cucina del giovane Chef Pietro Pellegrin del Ristorante La Stua de Zach al Passo San Pellegrino (TN), ingredienti indissolubilmente legati alla tradizione trentina e italiana vengono rielaborati e “conditi” con un tocco moderno e sempre attento alle nuove tendenze culinarie. Un approccio, tra tradizione e innovazione, che accentua ancor di più la solidità delle  radici e l’appartenenza al territorio. Anche il nome del ristorante, all’interno dell’Hotel Miralago, è un prezioso omaggio alla storia di questi luoghi, al nonno Bepi Zac, in particolare, pioniere del Passo di San Pellegrino.

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A SCUOLA DI SOSTENIBILITÀ

È italiana la prima scuola professionale post graduate per la sostenibilità in architettura. Nata da una idea dell’architetto Mario Cucinella inizia costruire oggi un futuro sostenibile con i professionisti di domani.

Si scrive S.O.S. (oppure “ · · · — — — · · · ” secondo il codice Morse, è sempre meglio saperlo!) e si legge School of Sustainability. Si tratta del primo progetto internazionale di educazione post Laurea nato per formare i futuri professionisti della sostenibilità. Concepito come un workshop di ricerca, è aperto a giovani laureati in architettura, ingegneria, design, che vogliono impegnarsi nella costruzione di un futuro migliore con un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

S.O.S. nasce su idea e iniziativa dell’architetto Mario Cucinella e in stretta collaborazione con e l’associazione non profit Green Building Futures (BGF): il progetto, giunto alla terza edizione, è come un enorme albero, le cui radici affondano a Bologna – città da sempre aperta alle nuove tendenze – mentre foglie e rami si espandono in tutto il mondo. Studenti di ogni nazionalità partecipano infatti al programma.

Ogni corso prevede lezioni teoriche, laboratori e studio individuale, articolati su quattro assi principali: Architecture as a Social Business, per rigenerare lo spazio urbano, Post Carbon Architecture, per progettare una nova generazione di edifici, Right for a Quality Shelter, per promuovere lo sviluppo e la resilienza, Blue Design, etica e sostenibilità per il design industriale. Le parole chiave sono ricerca, sperimentazione, cooperazione, tecnologia, ambiente.

S.O.S non si rivolge solo a ricercatori e neolaureati: l’attività culturale e formativa della scuola si dirama in tante direzioni, e coinvolge professionisti, partner industriali, istituzioni e agenzie governative.

Con loro sta prendendo vita, parallelamente ai corsi, il network Consortium for Practice and Research. La sua mission è promuovere la condivisione e il trasferimento della conoscenza in un’ottica multidisciplinare, oltre alla ricerca di opportunità nel campo della sostenibilità.

Le candidature per l’anno 2016-2017 (10 mesi) sono aperte: sotto a chi tocca, il 3 ottobre tutti pronti a partire!

www.schoolofsustainability.it

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Workshop Ischia_MCA Archive

 

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IL BARONE RAMPANTE? È TRENTINO!

Chi non ha mai desiderato, da bambino, una casa sull’albero per osservare il mondo dall’alto, con le gambe penzoloni e il vento tra i capelli? Bastavano poche assi sistemate tra le forcelle dei rami di un vecchio melo, o una piccola capanna sopraelevata per i più intraprendenti, e con la fantasia si partiva per mille avventure.

Emozioni che è possibile rivivere anche da adulti, soggiornando in una “tree house”. Se fino al 2013 la normativa vigente in Trentino impediva di realizzare strutture alberghiere sugli alberi, quell’ostacolo è stato rimosso, e sul territorio iniziano a prendere forma le prime realizzazioni, come quella – pioniera in provincia – di Sagron Mis, a ridosso del Parco Naturale di Paneveggio – Pale di San Martino.

Il Comune aveva già accolto la proposta dello Studio di Architettura MQAA degli architetti Nicola Chiavarelli e Pietro Pitteri, intenzionati a realizzare un laboratorio permanente di “architettura rampante”.

Un villaggio di case bio-ecologiche sugli alberi costruito da artigiani e professionisti locali, utilizzando solo materiali naturali per abitazioni bio-compatibili.

Venerdì 15 luglio è stato presentato il progetto della prima casa sull’albero, in mezzo al verde, che sarà terminata in autunno: circa 30 metri, posta su un unico livello a due metri da terra, ha una struttura portante in acciaio Corten e lignea, ed è accessibile da un pontile. All’interno, una luminosa camera matrimoniale e un bagno privato con sistema di smaltimento dei reflui, il tutto coibentato e riscaldato con un sistema radiante. Un terrazzo permette di ammirare il panorama delle Dolomiti.

Si sta sviluppando così una forma di ricettività alternativa, rivolta a chi ama la natura e la montagna e che, quindi, non può prescindere dalla necessità di salvaguardare, in primis, la salute e il benessere degli alberi, architetture viventi da tutelare. Ecco perché il regolamento prevede che il progetto di intervento sia corredato da una relazione, redatta da un tecnico abilitato, certificante «lo stato di buona salute vegetativa della vegetazione dell’area interessata».

www.urbanistica.provincia.tn.it

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NON SOLO OLIMPIADI

IN ITALIA È GIÀ PARTITA LA SFIDA “MONDIALE” ALL’INSEGNA DEL GREEN

Venerdì 5 agosto la fiaccola olimpica raggiungerà Rio de Janeiro, e darà il via a tre settimane di competizioni in mondovisione. Grande attenzione sarà riversata sull’universo sportivo internazionale: per questo ci piace ricordare adesso una buona notizia di cui la nostra Italia è stata, è e sarà protagonista.

Stiamo parlando della Carta di Cortina, un progetto ideato in vista dei Mondiali di Sci Alpino 2021, firmato lo scorso gennaio dal Ministero dell’Ambiente, insieme al Comune di Cortina d’Ampezzo, Regione Veneto, ANCI, ANEF, CONI, Cortina 2021, FISI, Fondazione Dolomiti UNESCO e Sprecozero.net e presentato a marzo nella sede del Ministero dell’Ambiente di Roma.

Tanti partner, un solo obiettivo: promuovere in maniera concreta e corale il turismo alpino sostenibile e rafforzare un modello di sviluppo dello sport e del turismo green oriented. Che significa potenziare, step by step, l’efficienza delle risorse come acqua e suolo, diminuire gli sprechi e limitare emissioni di gas serra e costi energetici. Istituzioni, aziende, scuole, operatori turistici, tutti sono mobilitati in questa sfida: una competizione in cui nessuno perde, ma tutti vincono insieme.

Un lavoro che lo stesso ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha definito «serio e prezioso».

La Carta di Cortina costituisce un importante passo avanti nella gestione dei grandi eventi sportivi, in particolare del “sistema neve”, e soprattutto dell’impatto ambientale che deriva dagli impianti di risalita e dagli impianti di innevamento, per poter offrire non solo uno spettacolo attraente ed entusiasmante sul piano atletico e dell’intrattenimento, ma anche vincente sul piano ecologico.

Perché in palio non ci sono solo ori, argenti e bronzi, ma l’integrità e il benessere delle nostre montagne.

www.minambiente.it

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I 7 BENEFICI DEL BAREFOOTING

E TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SULLA TENDENZA DELL’ESTATE: CAMMINARE A PIEDI NUDI

DI COSA SI TRATTA?

È il trend di stagione, che sta conquistando personaggi più o meno noti, ma tutti attentissimi al proprio benessere: stiamo parlando dell’arte di camminare a piedi scalzi, in una parola, il barefooting o gimnopodismo. Camminare a piedi nudi significa “mettersi a terra”, riscoprire il contatto prezioso con questo elemento fondamentale per il nostro equilibrio psico-fisico.

PERCHÉ FARLO?

Per 7 buoni motivi:

1) raggiungere un maggior equilibrio del corpo

2) rafforzare la muscolatura dei piedi

3) recuperare una maggiore stabilità

4) migliorare la circolazione delle gambe e ridurre i gonfiori

5) migliorare la postura

6) combattere lo stress, naturalmente

7) stimolare in modo benefico la pianta dei piedi come accade nelle pratiche di riflessologia plantare.

CHI LO FA?
Non mancano gli “ambassador” di questa pratica sana, divertente e stimolante: il più instancabile è senza dubbio Tom Perry, orgoglio tutto italiano, conosciuto a livello internazionale come “l’uomo a piedi nudi” o “l’alpinista scalzo”. Ha scalato cime in ogni continente, dall’Himalaya al Sud America, dall’Africa al Giappone, sempre senza scarpe e tenendo ben alto lo sguardo rivolto verso aspetti di solidarietà e salvaguardia della Terra.

QUANDO?
Ogni volta che potete! E se non vi siete ancora convertiti al barefooting fatelo quest’anno: il 2016 è stato infatti proclamato dal Ministro dei Beni Culturali, Anno nazionale dei Cammini.

DOVE?
Moena, Perla delle Alpi, in località Ischiez. È da qui che inizia il percorso posturale-sensoriale, inaugurato nell’estate 2011 proprio da Tom Perry: un’area riservata alla meditazione, un tracciato perfetto per chi cerca sensazioni nuove e un contatto diretto con l’ambiente naturale tra acqua, muschi, felci, sabbie e lettiere di corteccia d’abete, circondati da piante e fiori anche rari.

Da non perdere anche la Passeggiata nel bosco sensoriale a Bellamonte, in Val di Fiemme: alterna tratti impegnativi a leggeri saliscendi. Nella prima parte il sentiero è attrezzato come percorso vita, mentre in seguito si può camminare scalzi su sassi, cortecce d’albero e legno. Lungo il tracciato si trovano anche diversi punti sosta panoramici.

DA LEGGERE (e portare con voi)

Il silenzio dei passi, l’elogio del camminare a piedi nudi, ultimo libro, pubblicato quest’anno dal giornalista e scrittore Andrea Bianchi, barefooter convinto. Poesia e silenzi, forza fisica e mentale, emozioni e concentrazione, per riconnettersi alla natura e a se stessi.

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LA CASETTA DEL VIANDANTE

In soli 9 mq il rifugio sostenibile per pellegrini moderni amanti dei viaggi “gentili”

Nuove ispirazioni di ospitalità contemporanea alla XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano. Per chi non l’avesse ancora scoperta, c’è tempo fino al 12 settembre per ammirare la Casetta del Viandante (e meditarci su). Il progetto, a cura di  Marco Ferreri, architetto e designer, è stato allestito nel Cortile del Settecento dell’Università degli Studi di Milano nell’ambito di Interni Open Borders, Fuorisalone 2016.

Si tratta di un modulo abitativo essenziale, sostenibile ed energeticamente autonomo, grazie allo sfruttamento dei pannelli solari, al microeolico, e agli accumuli di acqua ed energia termica ed elettrica, pensato come rifugio del pellegrino moderno: una micro-abitazione di 9 metri quadrati, realizzata quasi interamente in legno, con due giacigli, un tavolo e due sedie pieghevoli, un piano di lavoro, lavello, lavandino, una doccia e un wc.

Nella mostra  sono presentati quattro moduli, firmati, oltre che dallo stesso Ferreri, dai progettisti Michele De Lucchi, Stefano Giovannoni e Denis Santachiara.

L’obiettivo è quello di incentivare una ospitalità sostenibile e di basso impatto vicino a borghi, aziende agricole e lungo le grandi direttrici pedonali italiane ed europee.

Un nuovo modello di albergo diffuso dedicato a chi ama il viaggio gentile e che nell’epoca dei voli low cost sta riportando in auge la più antica e radicale forma di mobilità dolce, il camminare.

Il ritmo dei passi “cammina” in parallelo a quello cardiaco, una meditazione attiva che ci fa stare bene e restituisce una dimensione umana agli spostamenti, lasciando la porta aperta agli incontri: arrivati a destinazione, non saremo più le persone che eravamo alla partenza.

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www.triennale.org

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ART IN NATURE: POESIA DI CATTEDRALI VEGETALI

«Mi piaceva tanto l’idea che un giorno, da qualche parte, qualcuno potesse provarne meraviglia».

Lodi, riva sinistra del fiume Adda. È qui che una nuova meraviglia di legno naturale sta prendendo forma. A settembre tornerà a incantarci la terza e ultima Cattedrale Vegetale – dopo quella di Arte Sella e del Parco di Orobio – ideata da Giuliano Mauri, il tessitore del bosco, l’architetto dell’immaginario.

Un sogno che il grande artista italiano, scomparso nel 2009, aveva affidato a uno scritto: il suo testamento artistico a cui fortunatamente l’Associazione Giuliano Mauri, con il patrocinio de La Triennale di Milano, sta dando vita.

«La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo: ho sempre voluto dare corpo alla fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi». 108 saranno quelli della nuova costruzione che occuperà un’area di 1.618 metri quadrati nella città natale dell’artista.

Mauri ha sempre cercato una sorta di reciproco completamento tra arte e natura, realizzando opere di rara poesia. «Mettermi continuamente in relazione con la natura è la mia liturgia – raccontava di sé –. La Cattedrale è uno scolpire con la natura, di cui io, uomo, lavoro la materia come secondo scultore. Alla fine, come sempre, la natura prenderà il sopravvento».

 

La futura Cattedrale Vegetale di Lodi. Copyright immagine Associazione Giuliano Mauri | Foto di Alberto Prina | Comune di Lodi.

La futura Cattedrale Vegetale di Lodi. Copyright immagine Associazione Giuliano Mauri | Foto di Alberto Prina | Comune di Lodi.

 

La Cattedrale Vegetale di Arte Sella 2001, photo Aldo Fedele.
La Cattedrale Vegetale di Arte Sella 2001, photo Aldo Fedele.

www.giulianomauri.com

 

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LUNGA VITA ALLO SMARTFOOD!

ECCO I 30 SUPERALIMENTI INTELLIGENTI CHE CI CURANO E CI FANNO BEN-ESSERE

Sono smart, brillanti, 100% naturali. Alimenti che ci rendono belli perché sani e forti, ci saziano, contrastano l’accumulo di grassi, ma sopratutto allontanano le malattie – cancro compreso – e, come fiabeschi elisir, ci allungano pure la vita.

Benvenuti nel mondo Smartfood, tra cibi intelligenti e dai poteri straordinari.

Nessuno scenario da fantascienza: il cibo “del futuro” è qui (dove tra l’altro è sempre stato!).

A studiarne e individuarne le proprietà, il progetto di ricerca in Scienza della Nutrizione e Comunicazione promosso dallo IEO, Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Diretto da Pier Giuseppe Pelicci, celebre per aver scoperto il primo gene dell’invecchiamento nei mammiferi, e coordinato da Lucilla Titta, nutrizionista, è basato sulla nutrigenomica, la disciplina che studia le relazioni fra cibo e Dna.

Ma di cosa parliamo esattamente?

Di una linea di superalimenti: 20 cibi Longevity, capaci di arrivare al nucleo delle cellule e dialogare con il Dna, mimare gli effetti del digiuno e, grazie alle loro molecole intelligenti, imbavagliare i geni dell’invecchiamento, e di 10 cibi ‘Protective’, scudo contro le patologie big killer.

Ecco quindi cosa non dovrebbe mai mancare da una lista della spesa “Longevity”: arance rosse, asparagi, cachi, capperi, cavoli rossi, ciliegie, cioccolato fondente – ebbene sì! – cipolle, curcuma, fragole, frutti di bosco, lattuga, melanzane, mele, peperoncino e paprika piccante, patate viola, prugne nere, radicchio, tè verde e tè nero, uva. Ed ecco anche i 10 cibi Protective: aglio, cereali integrali, erbe aromatiche, frutta fresca, frutta a guscio, legumi, olio extravergine d’oliva, oli di semi spremuti a freddo, semi oleosi e varie verdure.

Dai laboratori di ricerca alla tavola il passo è stato breve: è andato in stampa lo scorso febbraio per Rizzoli, e questa estate è protagonista di numerosi incontri ed eventi, il libro La dieta Smartfood, scritto dalla giornalista e direttrice del mensile Ok Salute, Eliana Liotta: una “dieta di lunga vita” che spiega quanto e come mangiare per vivere meglio e di più, per vivere, insomma, in benessere.

Per chi vuole approfondire, ecco due appuntamenti con l’autrice, sia al mare che in montagna: sabato 23 luglio alle ore 18.00 al Cristallo Hotel Spa & Golf di Cortina d’Ampezzo e giovedì 28 luglio, alle ore 21.30 all’Hotel Perla Verde di Milano Marittima.

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www.ieo.it/smartfood